Dip.ant.67 - Romano Ischia | Galleria d'Arte e Antiquariato - Trento

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Valerio Castello (Genova, 1624 - Genova, 1659)
L'incredulità di S.Tommaso

olio su tela

Misure (cm): tela 91 x 71
con cornice 108 x 88

La nostra splendida tela ritrae un passo tratto dal Vangelo di Giovanni (20,19-29), e precisamente l'episodio successivo alla risurrezione, quando Cristo si presentò per la prima volta agli apostoli. Tommaso, non presente in tale occasione, rimase molto dubbioso dal
racconto dei compagni, sino al momento in cui Cristo si materializzò nuovamente agli apostoli. Fu in questo momento che, rappresentato nella nostra opera con forte intensità emotiva, come narrato nel Vangelo, Gesù scosta la veste dal costato ed invita Tommaso a toccare le proprie ferite.
Altri due apostoli partecipano con apprensione alla scena, come se a loro volta avessero bisogno della stessa conferma richiesta da Tommaso.
L’espressione di Tommaso ed i suoi caratteri somatici, seppur ritratti di profilo, lasciano trapelare il suo stato d'animo sconvolto e stupefatto: si sta verificando in lui l’invito di Gesù a non essere più incredulo, ma credente "Beati quelli che crederanno senza aver visto".

Analizzando ora la tela da punto di vista stilistico è agevole rintracciarne forti assonanze con la scuola genovese di metà Seicento, e precisamente con l'operato di Valerio Castello, maestro del barocco genovese e interprete di una nuova concezione compositiva.

Ebbe infatti il merito di porsi, già giovanissimo, in rottura con la tradizione pittorica genovese. La sua spiccata personalità lo condusse a discostarsi dalla corrente naturalistica in voga nella Genova degli anni Quaranta del Seicento e a operare scelte pienamente autonome. Attraverso un recupero dei maestri del Manierismo cinquecentesco e un'attenta osservazione delle opere dei fiamminghi e dei veneti presenti in abbondanza nelle collezioni genovesi, egli diede un nuovo corso alla stagione barocca, conferendo quella svolta di metà secolo all'insegna di una pittura dinamica, gioiosa e musicale.

Tornando con uno sguardo sulla nostra splendida opera, l'autore conferisce alla scena un notevole dinamismo, pur conservando la grazia poetica che caratterizzò il suo operato agli inizi del quinto decennio del Seicento.

Nell'ambito della cultura figurativa genovese, nessuno come Castello seppe interpretare, attraverso la vivacità del dinamisco compositivo e la vivacità della tavolozza, il sentimento nuovo di un'epoca che prediligeva una forte teatralità, un aspetto scenografico di forte coinvolgimento dello spettatore nella scena ritratta.

L'opera si presenta in ottimo stato di conservazione, perfettamente pulita e reintelata, ed è impreziosita da una bella cornice in legno dorato.

Il dipinto, come ogni nostro oggetto, viene venduto corredato di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.

art.dip.ant.67

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Ultimo aggiornamento 18/11/17 - Copyright ©2017 Antichità Ischia Romano
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