Dip.ant.61 - Romano Ischia | Galleria d'Arte e Antiquariato - Trento

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Giovanni Battista Venanzi, detto da Pesaro
(Pesaro, 1627 - 1705)
Sposalizio della Vergine

L'attribuzione viene confermata dalla firma e dalla data, redatte in corsivo e leggibili nella parte bassa sul gradino: "Joan Venantius/ pisaurensis/ F./ 1666".

Olio su tela

Misure (cm): tela 135 x 180
con cornice 145 x 190

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La grande tela proposta raffigura uno dei soggetti iconografici maggiormente diffusi nella tradizione cristiana, qui presentato seguendo lo schema tradizionale che vuole la Vergine immortalata al centro della raffigurazione devozionale, quasi certamente destinata al culto domestico e commissionata per ornare l’altare di una cappella eponima.

Dal punto di vista compositivo, va notato che la disposizione dei personaggi non è allineata e con pose rigidamente bilanciate e simmetriche, ma estremamente naturale, con i soggetti disposti in tre raggruppamenti; ne risulta che il grande gruppo di figure, movimentato dal variare delle pose, appare in modo leggiadro e morbido.

Lo sposalizio di Maria e Giuseppe avviene in primo piano, con al centro il gran sacerdote che, tenendo le mani di entrambi, officia la funzione. Come da iconografia tradizionale, dal lato di Maria, in questo caso la sinistra, si trova un gruppo di donne, da quello di Giuseppe di uomini con il bastone secco in mano, tra cui uno, presente in tutte le versioni del soggetto, che iracondo spezza con la gamba il giunco che, non essendo fiorito, ha determinato la scelta dello sposo. Maria infatti, secondo i vangeli apocrifi, era cresciuta nel Tempio di Gerusalemme, seguendo uno stile di vita monacale, e quando fu giunta in età da matrimonio venne dato a ognuno dei pretendenti un ramo secco, in attesa di un segno divino: l'unico che fiorì, fu quello di Giuseppe, che nel nostro dipinto lo regge con la mano sinistra.

Se focalizziamo l'attenzione sulle peculiarità stilistiche, l'opera, magistralmente eseguita per mano di un artista operante nella seconda metà del Seicento, rispecchia una cultura figurativa classicista di matrice centroitaliana.

Caratteri quali le fisionomie accattivanti, le forme tornite dei personaggi, la cromia morbida evidenziata dalle calde tonalità ed il pacato classicismo delle figure, concorrono a stilare un lessico pittorico particolarmente elegante, ma che soprattutto portano la certa paternità al pesarese Giovanni Battista Venanzi (Pesaro, 1627-1705). Artista marchigiano di nascita e conosciuto anche come il Pesarese, fu allievo degli evocati Guido Reni, Simone Cantarini e di uno dei principali allievi del Guercino, Benedetto Gennari.

Per avere conferma di tale attribuzione dell'opera è agevole il confronto della tela in esame con altri dipinti del Venanzi, ad esempio i SS. Nicolò e Barbara con l'Annunciazione (Collezione: Episcopio-Parma), il S.Antonio che tiene il Santo Bambino fra le braccia (Parma, chiesa di S.Cristina), o Lavanda dei piedi e la Maddalena ai piedi di Gesù (Pesaro, Musei Civici).

Di grande interesse, infine, lo sguardo sul mercato antiquariale: in particolare troviamo il perfetto pendant della nostra opera, messo in vendita presso la casa d'aste viennese Dorotheum, durante l'aste tenutasi nel giugno del 2013 e dedicata agli antichi maestri (vedere in allegato i dettagli). L'opera proposta da Dorotheum, peraltro in cattive condizioni, raffigura un matrimonio mistico di santa Caterina e, pur variando nel soggetto dal nostro dipinto, ne ripropone pedissequamente lo stile compositivo e la pittura meticolosa, con addirittura le medesime dimensioni e la stessa cornice dorata.

Il dipinto si presenta in ottimo stato di conservazione, completo di bella cornice antica, ed aspetto molto raro considerata l'epoca, è in prima tela, applicata sul telaio originale.

Il dipinto, come ogni nostro oggetto, viene venduto corredato di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.

art.dip.ant.61

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Ultimo aggiornamento 21/11/17 - Copyright ©2017 Antichità Ischia Romano
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