Dip.ant.37 - Romano Ischia | Galleria d'Arte e Antiquariato - Trento

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La salita al Calvario,

Scuola fiamminga


olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato coeva
Epoca fine Seicento-inizi Settecento

Dimensioni (cm): 86 x 64 
con cornice 82 x 103

Nell'opera in esame, che rappresenta la Salita al Calvario, l'artista ha interpretato il tema della Via Crucis con una forte intensità scenografica. La struttura compositiva si avvicina all'iconografia fiamminga cinquecentesca, tendenzialmente narrativa e concentrata su singoli episodi, dove si può ammirare una scena dalla ricchezza miniaturistica. Centinaia di personaggi affollano la composizione, in cui i protagonisti assoluti della tavola non sono tanti i fatti evangelici, ma il teatro naturale della folla e il paesaggio.
La scena è ambientata appena fuori dalle mura di Gerusalemme, di cui viene rappresentata una monumentale porta ad arco, vista diagonalmente, che permette il passaggio al corteo che accompagna Gesù al Calvario. Sullo sfondo la veduta cittadina con gli edifici che si ergono dalla prosecuzione delle mura, scorciati secondo diversi punti di vista, che danno all'insieme un tono quasi fiabesco. Sullo sfondo si nota un paesaggio di ampio respiro, che si perde in lontananza , tipico della scuola fiamminga e olandese a cavallo tra XVI e XVII secolo.
I colori nel paesaggio sono splendidi, come sempre capita di vedere nei fiamminghi, dove il sacro è carico di realismo ottico, materico e psicologico.
A fare da fulcro alla composizione, nell'indifferenza generale, Cristo è raffigurato caduto a terra nel trasporto della croce verso il Calvario; due uomini ne accentuano le pene, uno, che lo tiene legato, con il gesto di calpestarlo per impedirgli di potersi alzare, l'altro ferendolo con una lancia.
Il numero e la varietà delle pose e dei movimenti dei personaggi conferiscono all'insieme un aspetto dinamico e movimentato, dove gesti, sguardi, lance, stendardi e aste si incrociano, fendendo la processione che comprende i condannati, gli accusatori, i soldati e i semplici curiosi.
Al capezzale di Cristo si vedono la Veronica con la sindone, inginocchiata, e Simone di Cirene che, obbligato dai soldati romani, si prostra ad aiutare a trasportare la croce di Gesù.
Poco dietro i due ladroni, seminudi, che, secondo il testo evangelico di san Matteo, vennero crocifissi contemporaneamente a Gesù, condotti a piedi, con le mani legate, in pose che ricordano quelle delle flagellazioni alla colonna.
Nell'angolo in basso a destra, in primo piano e quindi in una posizione isolata rispetto al corteo, il gruppo delle donne dolenti, che presenta un'intensa drammaticità di sapore nordico, con Maria e la Maddalena che disperate assistono al tormento e San Giovanni, l'apostolo prediletto, che protrae la mano verso Cristo con gesto simbolico di condivisione del dolore.
In generale le influenze nordiche si manifestano nei profili allungati e nell'abbigliamento dei personaggi, nonché nel senso drammatico degli eventi: grazie a tali ricerche l'artista scioglieva tutti i legami con la tradizione fiorentina, arrivando a una nuova e liberissima sintesi formale.

L'opera, che si presenta in buono stato e senza alcun problema allo strato pittorico, è stata reintelata nell'Ottocento.

Il dipinto, come ogni nostro oggetto, viene venduto corredato di certificato di autenticità.


art.dip.ant.37


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Ultimo aggiornamento 23/09/17 - Copyright ©2017 Antichità Ischia Romano
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